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Cannabis sativa, dall'Irlanda le prime scoperte 1000 anni fa

2021-01-30 11:32

Xathä Bio Lab

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Cannabis sativa, dall'Irlanda le prime scoperte 1000 anni fa

La cannabis o canapa è stata impiegata in medicina in Irlanda almeno dall'era anglosassone, più di 1000 anni fa. Il suo utilizzo è venuto alla ribalta

La cannabis o canapa è stata impiegata in medicina in Irlanda almeno dall'era anglosassone, più di 1000 anni fa. Il suo utilizzo è venuto alla ribalta quando nel 1838 William B. O'Shaughnessy, un medico irlandese in India, ha acquisito familiarità con la versatilità della canapa indiana nel trattamento di malattie reumatiche, tetano, colera ed epilessia. La sua conoscenza, acquisita attraverso l'applicazione del metodo scientifico che combina insegnamenti etnobotanici, sperimentazione animale e osservazioni cliniche sugli esseri umani, è stata velocemente condivisa con i colleghi in Irlanda e Inghilterra. Ciò ha portato a sua volta a rapidi progressi nelle terapie di Michael Donovan negli stati di dolore neuropatico, Dominic Corrigan nella nevralgia del trigemino, Fleetwood Churchill nell'emorragia uterina e Richard Greene nell'uso della cannabis come trattamento profilattico dell'emicrania

Oggi, le osservazioni di questi trattamenti fatti nel XIX secolo vengono riesaminate anche alla luce dei progressi della fisiopatologia del XXI secolo in modo da chiarire le loro basi razionali e scientifiche. 

La venerabile tradizione irlandese della ricerca sulla cannabis viene portata avanti da numerosi eminenti scienziati con la promessa di importanti progressi che devono ancora venire.

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Sir William Brooke O'Shaughnessy 

Medico irlandese famoso per il suo ampio lavoro scientifico in farmacologia, chimica e invenzioni relative alla telegrafia.

La sua ricerca medica ha portato allo sviluppo della terapia endovenosa e ha introdotto l' uso terapeutico della Cannabis sativa nella medicina occidentale.

Nel 1856 fu nominato cavaliere dalla regina Vittoria per il suo lavoro sul telegrafo in India

A parte tutto ciò che sappiamo già sugli effetti stupefacenti della Cannabis dovuti al THC (tetraidrocannabinolo) e a quelli terapeutici (che contrastano anche l’attività psicotropa) dovuti ai CBD (cannabidiolo), e che la rendono un antidolorifico, ansiolitico, antipanico, antispastico, antipsicotico e con azione interessante sulle cellule tumorali non tutti sanno che:

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1941, il geniale Henry Ford progettò la Hemp Car, prototipo costruito principalmente di fibre di cellulosa biodegradabili derivate da canapa (all’80%), sisal e paglia di grano.

Alimentata per mezzo di etanolo di canapa, era una vettura ecologica clamorosamente in anticipo sui tempi.

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Avete mai sentito parlare di weed nouns ?

Un gruppo di pseudo-suore nel nord della California, dove la canapa viene coltivata in mezzo a meleti e vigneti.

Sono le “Sisters of the valley”, devote hippie con una missione nella vita: dare conforto a chi soffre, producendo e vendendo dei rimedi a base di CBD (sostanza effetti psicoattivi ma con effetti terapeutici).

Indossano il velo come fossero suore e credono nel potere curativo della “cannabis”.

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L’ ESERCITO ITALIANO coltiva Cannabis!

Ma tranquilli, non è come può sembrare….. tutto questo avviene presso lo stabilimento  farmaceutico militare di Firenze, tutto è partito nel 2007 con una piccola serra, oggi la produzione è aumentata molto; la struttura è immensa, con ampi e lunghi corridoi, e nei giorni di raccolta un odore intenso e dolciastro invade i sensi lasciando quasi storditi, tra anfibi e camici da cui spuntano stellette. 

Nota anche come Cannabis sativa appartiene alla famiglia delle cannabinacee famiglia alla quale appartiene anche il luppolo.

Originaria delle regioni a nord e a sud dell'Himalaya è fondamentalmente usata nel settore tessile. 

Viene utilizzata sin dal neolitico ed è stata coltivata dalla Cina sin da tempi antichi. 

La sua introduzione in Europa risale  al II sec. a.C.  In Italia è presente già dal  I sec. a.C., ma pare che la sua diffusione sia da far risalire al Medioevo, maggiormente nella Pianura Padana. La cannabis sativa generalmente proviene da luoghi di coltivazione quali la Thailandia, l’India, il Messico e la Colombia.

E’ una pianta erbacea annuale, coltivata principalmente per uso industriale e tessile ma anche e soprattutto in virtù delle note proprietà officinali psicoattive che la contraddistinguono. Resistente e particolarmente robusta, presenta infiorescenze femminili munite di peli secretori pluricellulari nei quali è presente la caratteristica resina che racchiude quelli che sono i principi attivi principali: cannabinoidi, terpenoidi e flavonoidi.

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Il miglioramento genetico (fatto in passato anche in Italia) ha portato alla costituzione di varietà ad elevata percentuale di fibra.

La raccolta si concentra esclusivamente alla bacchetta  in corrispondenza della fioritura femminile (prima metà di agosto).

La fibra ottenuta viene impiegata per la fabbricazione di tessuti, filtri e isolanti termo-acustici. 

Dalle piante femminili si può utilizzare anche il seme, utilizzato per l'estrazione di olio impiegato per la produzione di colori e vernici. 

L’utilizzo della cannabis sativa a scopo terapeutico e medicinale trae origini antiche: in India, Cina e nei Paesi arabi accanto a questo impiego tuttavia, compare quello prettamente “voluttuario”, dovuto alle proprietà inebrianti ed euforizzanti tipiche della specie. 

Nella medicina antica la cannabis sativa era impiegata essenzialmente per via topica come analgesico e antisettico.

La cannabis sativa si distingue per oltre 400 composti chimici in essa presenti: i più importanti sono i cannabinoidi, diretti responsabili di quelli che possono essere gli effetti terapeutici ed euforizzanti. 

In ambito terapeutico, i possibili utilizzi della cannabis sativa spaziano dal trattamento del dolore cronico, alla nausea data ad esempio dalla chemioterapia, dall’inappetenza dovuta ai principali disturbi alimentari, all’HIV, al tremore associato alla sclerosi multipla, alla protezione dei neuroni dai danni provocati da ictus o patologie degenerative e non da ultimo nel trattamento di stati convulsivi e psicotici.

Ad oggi sono molteplici i reali benefici apportati dalla cannabis e documentati scientificamente. 

Uno studio pubblicato su una tra le riviste maggiormente autorevoli nel settore scientifico, The Lancet, ha dimostrato che la cannabis sarebbe in grado di migliorare in maniera sensibile il controllo delle crisi epilettiche, proprio a causa della capacità neuroprotettiva tipica di tale specie. 

Una ricerca effettuata dallo Scripps Research Institute nel 2006 pubblicata sul Molecular Pharmaceutics Journal ha dimostrato che il THC sarebbe in grado di agire da inibitore nel contenimento delle placche senili e degli ammassi di proteine amiloidi che si creano nel cervello delle persone colpite da Morbo di Alzheimer,e che agiscono rallentando o impedendo il normale passaggio dei neuroni e provocando infiammazioni a carico dei tessuti.

Da uno studio del 2007 è emerso il cannabidiolo (CBD) sarebbe in grado di sopprimere il gene ID-1, principale responsabile dell’immortalità delle cellule cancerose, impedendo in questo modo al tumore di svilupparsi ulteriormente. 

Questi e molti altri ancora sono i benefici a carico della cannabis sativa, che al di là del piacere di un utilizzo prettamente ricreativo, è senza dubbio in grado di apportare notevoli cambiamenti anche e soprattutto in ambito medico.

Attenzione però al fumo passivo che potrebbe influenzare il comportamento di bambini e animali domestici!

Ed è proprio la Cannabis, con le sue 1000 proprietà, ad essere uno dei componenti presenti in Noparine Gel per coadiuvare il nostro prodotto nel trattamento dei fastidi e delle patologie a carico della cute, con effetto rigenerante, antidolorifico e antibatterico. 

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